Nei gruppi di discussione internazionali dedicati alle Destination Brides sta emergendo un dato sempre più evidente, e che merita attenzione da parte di chi lavora nel settore.
Sempre più spose che organizzano un destination wedding, anche con budget intorno ai 150.000 euro, scelgono di affidarsi esclusivamente a una wedding coordinator.
Non al servizio completo di wedding planning.
Non a un full service strutturato.
E questo non accade per una questione economica.
Wedding coordinator destination wedding: una scelta consapevole, non un compromesso
Queste spose potrebbero permettersi un servizio completo.
Ma scelgono di non farlo.
Perché?
Perché stanno allocando il budget in modo diverso, privilegiando:
location iconiche e immersive
esperienze memorabili per gli ospiti
design scenografico e personalizzato
intrattenimento di alto livello
In questo scenario, la wedding coordinator nel destination wedding viene percepita come la figura sufficiente a garantire:
controllo operativo
gestione del giorno evento
coordinamento dei fornitori
Lasciando alla sposa (o alla coppia) il coinvolgimento diretto nelle fasi creative e decisionali.
Non è un problema di valore, ma di percezione
Questo trend non indica una svalutazione del lavoro della wedding planner.
Indica piuttosto una trasformazione nella percezione del valore.
Molte Destination Brides:
vogliono sentirsi protagoniste attive
desiderano partecipare alle scelte
vedono il planning come parte dell’esperienza
Il servizio di wedding coordinator destination wedding risponde a questo bisogno di controllo, senza togliere sicurezza.
Il punto critico è un altro:
👉 quanto è chiara, oggi, la differenza tra coordination e full service nella tua comunicazione?
Wedding coordinator destination wedding: un indicatore di maturità del mercato
Questo fenomeno è tipico dei mercati che stanno maturando.
Quando un settore cresce:
i clienti diventano più consapevoli
le scelte diventano più selettive
i servizi vengono confrontati in modo più analitico
Il fatto che spose con budget importanti scelgano la wedding coordination nel destination wedding non è una regressione.
È un segnale di evoluzione della domanda.
E ogni evoluzione richiede un adattamento dell’offerta.
Cosa significa questo per te, oggi, come wedding planner
Davanti a questo scenario, non esiste una risposta unica.
Esistono strategie diverse, tutte valide, purché coerenti.
Ma una cosa è certa:
non prendere posizione è la scelta più rischiosa.
Vediamo più nel dettaglio le tre strade possibili.
1️⃣ Ripensare il servizio di wedding coordinator nel destination wedding
La prima opzione è ripensare radicalmente la wedding coordination, soprattutto in ambito destination.
Non più come:
servizio “base”
soluzione ridotta
alternativa economica
Ma come un servizio strutturato, ad alto valore percepito, pensato per spose internazionali con budget importanti.
Un servizio di wedding coordinator destination wedding evoluto dovrebbe:
avere confini chiari
prevedere processi definiti
comunicare autorevolezza
promettere un risultato preciso
Qui il valore non è dato dal tempo impiegato, ma dalla capacità di garantire fluidità e controllo in un contesto complesso.
Wedding coordination come servizio premium
Quando ben progettata, la wedding coordination può diventare:
un servizio premium
una scelta strategica
un prodotto autonomo
Ma solo se viene ripensata e riposizionata, non semplicemente “offerta”.
2️⃣ Rafforzare il full service wedding planning
La seconda strada è rafforzare il full service wedding planning, rendendolo chiaramente distinto dalla wedding coordinator.
Nel destination wedding, il full service deve rispondere a una domanda precisa:
Perché il mio intervento è indispensabile dall’inizio alla fine?
La risposta non può essere:
“perché faccio più cose”
“perché ho più esperienza”
Deve essere:
perché ho un metodo
perché guido il processo
perché alleggerisco davvero il cliente
Nel confronto tra wedding coordinator destination wedding e full service, vince chi comunica meglio il carico mentale che toglie al cliente, non chi elenca più attività.
Full service come regia, non come somma di servizi
Un full service forte è:
una regia strategica
una visione complessiva
un processo continuo
Se questo non emerge, il mercato tenderà a scegliere soluzioni più leggere.
3️⃣ Alzare il posizionamento e cambiare interlocutore
La terza opzione è alzare il posizionamento.
Parlare in modo sempre più mirato a spose con budget superiori ai 150.000 euro, per le quali:
il destination wedding è complesso
il tempo è limitato
il rischio non è accettabile
In questo segmento, il confronto tra wedding coordinator e wedding planner non esiste.
Il full service è dato per scontato.
Ma arrivarci richiede:
investimento in marketing
brand positioning chiaro
comunicazione selettiva
Wedding coordinator destination wedding: il mercato chiede chiarezza
Il segnale che arriva dalle Destination Brides non è una critica al settore.
È una richiesta implicita di chiarezza.
Chiarezza su:
cosa fai davvero
per chi lo fai
quale problema risolvi
Il wedding coordinator destination wedding non è un nemico del full service.
È uno specchio che mostra come il mercato sta cambiando.
Non scegliere è una scelta (e spesso la più pericolosa)
Restare in una zona grigia, dove:
offri tutto
comunichi poco
non ti posizioni
significa lasciare che sia il mercato a decidere per te.
E il mercato, quando non capisce il valore, sceglie in base al prezzo o alla semplicità.
Conclusione: leggere i segnali è parte del lavoro
Nel destination wedding, oggi, saper leggere il mercato è una competenza tanto importante quanto saper organizzare un evento.
Il trend verso la wedding coordinator destination wedding non va contrastato.
Va interpretato.
Perché ogni segnale non chiede una reazione emotiva,
ma una decisione strategica.
💬 La domanda finale resta aperta, ed è la più importante:
quale di queste tre strade è oggi la più coerente con il tuo progetto professionale?
Roberta Torresan
Wedding Planners Pro
Corsi di Wedding Planner

